Quando compare un dolore persistente, una delle prime domande che molte persone si pongono è:

“Devo fare una risonanza?”

È una domanda comprensibile. Vogliamo capire cosa sta succedendo nel nostro corpo e spesso immaginiamo che un esame possa fornirci una risposta chiara e definitiva.

In realtà, le cose sono spesso più complesse.

Le immagini mostrano i tessuti, non l’esperienza del dolore

Una risonanza magnetica può essere molto utile in alcune situazioni. Permette di osservare strutture anatomiche come dischi, tendini, legamenti e articolazioni.

Quello che non può mostrare è come una persona si muove, quali attività evita, quanto si sente sicura nel proprio corpo, quanto tempo dura il dolore o in che modo questo influisce sulla vita quotidiana.

In altre parole, una risonanza osserva una parte della storia, ma non la storia completa.

Alterazioni non sempre significano problemi

Negli ultimi anni numerosi studi hanno osservato che molte persone senza alcun dolore presentano alterazioni visibili agli esami diagnostici.

Ernie, protrusioni, segni di artrosi o degenerazione possono essere presenti anche in persone che conducono una vita attiva e senza sintomi.

Questo non significa che gli esami siano inutili.
Significa però che trovare qualcosa non equivale automaticamente a identificare la causa del dolore.

Quando una risonanza è davvero utile?

Esistono situazioni in cui un esame diagnostico è importante e può aiutare a orientare il percorso terapeutico.

Per questo motivo la decisione dovrebbe sempre essere presa insieme a un professionista sanitario, valutando il quadro clinico nel suo insieme.

La persona viene prima dell’esame

Durante una valutazione fisioterapica osserviamo molti aspetti che nessuna risonanza può raccontare:

  • Come si muove una persona;
  • Quali attività risultano difficili;
  • Come è iniziato il problema;
  • Quali sono le sue paure e aspettative;
  • Quali fattori possono favorire o inficiare il recupero.
  • Quando è invece necessario rivolgersi al medico specialista

In alcuni casi, la valutazione può anche evidenziare la necessità di approfondimenti o del coinvolgimento di altri professionisti sanitari.

La collaborazione tra diverse figure specialistiche è spesso una parte importante del percorso di cura. Quando necessario, indirizzare una persona verso ulteriori accertamenti o verso il professionista più adatto rappresenta un modo per prendersi cura della sua salute in modo completo e responsabile.

Un percorso costruito sulla persona

La tecnologia è una risorsa preziosa, ma non sostituisce l’ascolto, l’osservazione e il ragionamento clinico.

Le immagini possono aiutarci a comprendere meglio alcune situazioni, ma raramente sono l’unico elemento necessario per costruire un percorso di cura efficace.

Per questo, quando parliamo di dolore, non guardiamo soltanto una risonanza.

Guardiamo la persona nella sua interezza.