Schiena dritta. Spalle indietro. Addome contratto. Testa alta.

Quante volte ci è stato detto che dovremmo stare seduti, in piedi o camminare in un certo modo per “avere una buona postura”?

La realtà del nostro corpo, però, è molto più complessa dell’idea di una postura perfetta.

Non esiste una posizione ideale da mantenere tutto il giorno. E soprattutto, una postura che appare “corretta” non è necessariamente quella più adatta a ogni persona, in ogni momento e per ogni attività.

Il corpo non è fatto per stare fermo

La postura non è qualcosa di statico.

Durante la giornata cambiamo continuamente posizione: ci sediamo, ci alziamo, camminiamo, lavoriamo, guidiamo, dormiamo, facciamo sport, ci rilassiamo.

Il nostro corpo si adatta continuamente alle richieste dell’ambiente e delle attività che svolgiamo.

Per questo, più che cercare di mantenere una posizione perfetta, può essere utile imparare a muoversi e cambiare posizione con libertà e sicurezza.

Una postura “sbagliata” non significa necessariamente dolore

È comune pensare che una determinata posizione possa essere direttamente responsabile di un dolore: “Ho le spalle chiuse, quindi mi fa male la schiena”, oppure “Sto sempre curvo davanti al computer, per questo ho dolore al collo”.

La relazione tra postura, movimento e dolore, però, non è così semplice. Il dolore può dipendere da molti fattori diversi e non può essere spiegato osservando soltanto come una persona sta seduta o in piedi.

Durante una valutazione fisioterapica, per questo, non guardiamo soltanto la postura. Ci interessa capire:

  • Come si muove la persona
  • Quali attività sono diventate difficili
  • Quando e come è iniziato il problema
  • Quali movimenti o situazioni provocano o modificano i sintomi
  • Quali sono le sue abitudini e il contesto in cui vive
  • Quali sono le sue paure, aspettative e obiettivi
  • Se sono presenti red flags, cioè condizioni particolari che giustificano l’invio a un altro specialista

Quindi non dobbiamo preoccuparci della postura?

Non significa che la postura non sia importante. Significa che non esiste una postura universalmente corretta, e che cercare di correggerla continuamente può non essere la risposta al problema.

In alcune situazioni può essere utile modificare temporaneamente il modo in cui svolgiamo un’attività, imparare un nuovo movimento o aumentare gradualmente la capacità del corpo di tollerare determinati carichi.

Ma l’obiettivo non dovrebbe essere quello di controllare ogni posizione del corpo. Piuttosto, quello di aumentare le possibilità di movimento.

Muoversi meglio significa anche sentirsi più liberi

Pensiamo a una persona che lavora molte ore alla scrivania. Non esiste una singola posizione della sedia che possa essere “perfetta” per otto ore.

Può essere molto più utile avere una postazione adeguata, ma anche poter cambiare posizione, fare una pausa, alzarsi, camminare e distribuire il carico durante la giornata.

Lo stesso vale per molte altre attività: il corpo non ha bisogno di una posizione perfetta, ma della possibilità di adattarsi.

E se il dolore persiste?

Quando il dolore continua nel tempo, cercare continuamente la “posizione sbagliata” può diventare frustrante e, in alcuni casi, aumentare la preoccupazione verso il movimento.

Una valutazione fisioterapica può aiutare a capire meglio cosa sta succedendo, quali fattori possono influenzare i sintomi e quali strategie possono essere utili per tornare gradualmente alle attività desiderate.

E quando necessario, il percorso può coinvolgere anche altri professionisti sanitari: prendersi cura della persona significa anche riconoscere quando è utile un ulteriore approfondimento o il contributo di uno specialista.

La postura perfetta?

Forse possiamo smettere di cercarla.

Il corpo non deve restare fermo, tutto il giorno, nella posizione “giusta”. Ha bisogno di potersi muovere, adattarsi e partecipare alle attività che per noi contano.

Per questo, più che chiedersi:

“Qual è la postura corretta?”

può essere più utile chiedersi:

“Come posso aiutare il mio corpo a muoversi con maggiore libertà e sicurezza?”

È da qui che può iniziare un percorso di riabilitazione costruito sulla persona, sui suoi bisogni e sui suoi obiettivi.

Perché per noi la riabilitazione non significa trovare una posizione perfetta. Significa trovare nuove possibilità.